Cos'è il mosaico di Severini?
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E' evidente che Severini, nel rappresentare l'evoluzione, si rifiuti di riprodurre le macchine in termini tradizionali e naturalistici utilizzando un'espressione sempre più simile all'astratto.
L'ultimo elemento della metà sinistra del mosaico è l'allegoria dell'Italia, vista come una donna con il capo cinto da una corona turrita; come sfondo ci sono diversi monumenti. Oltre ad essi sono rappresentati i simboli dell'operosità italiana nei campi dell'industria con le ciminiere e un altoforno.

L'ultimo telegrafo rappresentato è quello di Hughes che viene introdotto dal motorino elettrico per macchine.
Il mosaico laterale comincia con la raffigurazione di un palo telegrafico che simboleggia la diffusione delle comunicazioni verso i continenti in direzione sud e ovest.
Successivamente si passa alla rappresentazione del continente americano.
La sequenza del mosaico laterale si conclude con un palo del telegrafo.
Fonte
"Quel mosaico in piazza. Gino Severini al Palazzo delle poste di Alessandria". Enrica Amelotti, Maria Luisa Caffarelli, Mario Mantelli e Silvana Serra. Proposte per la scuola anno scolastico 1989/90.
Gli elementi che compongono il mosaico suggeriscono una bipartizione simmetrica.
I pannelli laterali rappresentano la diffusione del telegrafo nei diversi continenti.
Codice di lettura: dal centro verso sinistra fino al termine del palazzo e compiendo successivamente la stessa operazione dal centro verso destra.
Al centro notiamo un esagono con i simboli della scienza e del sapere.
Verso sinistra si sviluppa il tema della posta.
Nelle sequenze successive sono rappresentati i casellari e i macchinari, la macchina per lo smaltimento e la distribuzione dei pacchi e delle lettere è rappresentata per indicare il sistema di smistamento e distribuzione.

Poi proseguendo verso sinistra è rappresentato l’uso del telegrafo nei vari continenti.
Si prosegue con la Cina, rappresentata da una madre che tiene per mano il suo bambino.
Severini rappresenta un uccello lira come esempio di fauna australiana che introduce l'Oceania e prosegue con un idolo.
Alla destra dell'esagono centrale si sviluppa la storia del telegrafo e l'illustrazione dei più moderni sistemi telegrafici.
Sono descritti i primi metodi di segnalazione e poi viene rappresentato il telegrafo ottico.
Severini illustra il tema dell'elettricità e del telegrafo vero e proprio.


Biografia di Severini
Gino Severini, pittore italiano cubista e futurista, nasce a Cortona il 7 aprile 1883, dove completò gli studi primari prima di trasferirsi a Roma nel 1899 per frequentare corsi d'arte a Villa Medici.
Nel 1906 si trasferisce a Parigi per studiare la pittura impressionista; dove partecipò al nascere a allo svilupparsi del cubismo.
Il pittore mantiene comunque stretti contatti con l’Italia e con l'evoluzione dell'Arte italiana aderendo al movimento Futurista su invito di Filippo Tommaso Marinetti; nel 1910 fu uno dei firmatari del Manifesto tecnico della Pittura Futurista.
Contribuisce poi ad organizzare la prima mostra futurista alla Galerie Bernheim-Jeune di Parigi, nel 1912, e partecipa a mostre futuriste tenute successivamente in Europa e negli Stati Uniti.
Dal 1920 Severini divide il suo tempo tra Parigi e Roma, mentre lavora allo sviluppo del suo cubismo personale.
Dal 1924 al 1934 si dedica quasi esclusivamente all'arte sacra esplorando e sperimentando le tecniche dell'affresco e del mosaico.
Severini muore a Parigi il 26 febbraio 1966, dopo aver lasciato centinaia di opere esposte nei musei di tutto il mondo ed avere pubblicato importanti saggi teorici e libri d'arte.
